Editoriale

Si rafforza il patto di filiera per il grano duro

 

Anche Assosementi e Compag faranno parte del Protocollo d’Intesa varato lo scorso dicembre da Italmopa, Aidepi (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta italiana), Alleanza delle Cooperative Agroalimentari ,Confagricoltura, Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) e Copagri (Confederazione Produttori Agricoli). La notizia di questi due importanti ingressi è stata diramata in occasione di una conferenza stampa che si è tenuta il 6 luglio a Roma.
Salgono così a otto le categorie della filiera del frumento duro riunite in un tavolo che, ad oggi, esprime quasi la metà dell’agroindustria italiana, per un valore complessivo di circa 61 miliardi di euro. Inoltre, con l’adesione di Assosementi, l’Associazione nazionale dell’industria sementiera, e di Compag, la Federazione Nazionale Commercianti Prodotti per l’Agricoltura – che comprende, tra gli altri, i centri di stoccaggio e commercializzazione dei cereali – la filiera è rappresentata in tutte le sue componenti: dal seme di grano al pacco di pasta.

 

 

Entrano nell’accordo anche Assosementi e Compag

Oltre a ciò, segnaliamo la consulenza strategica di un ente terzo di ricerca; è stata, infatti, avviata una collaborazione triennale con l’Università della Tuscia per mappare il grano duro italiano  e definire disciplinari e contratti quadro di coltivazione, a cui hanno già aderito 6 mila aziende agricole di quindici Regioni.
Si tratta di un primo importante successo per un’intesa nata allo scopo di rafforzare la competitività della pasta italiana, aumentando la disponibilità di grano duro nazionale adatto alla pastificazione e incentivando, al contempo, la produzione sostenibile e la tracciabilità, aiutando gli agricoltori che scelgono di puntare sulla qualità. Il Protocollo d’Intesa vuole costituire una risposta concreta e, soprattutto, condivisa ad alcune criticità che ostacolano la crescita del settore.
Ricordiamo che il nostro Paese è primo al mondo per produzione (3,6 milioni di tonnellate) ed export di pasta (2 milioni di tonnellate), ma questo primato è a rischio per tre motivi: in primo luogo, la forte concorrenza internazionale, specie di Turchia ed Egitto, che pur con un prodotto di qualità inferiore sta erodendo importanti quote di mercato; inoltre, la mancanza di un supporto efficace da parte del nostro Sistema Paese ha contribuito a scavare un solco in termini di competitività, crescita e sostegno all’export tra l’agroindustria pastaria italiana e quella europea ed extra-europea. Infine, l’offerta di grano italiano, cronicamente penalizzata da un’eccessiva polverizzazione e spesso non completamente conforme alle esigenze qualitative dei mugnai e dei pastai.

 

Vogliamo essere un blocco compatto per perseguire obiettivi di interesse nazionale

A questo si aggiunge la mancanza di strutture di stoccaggio adeguate, che rende difficile effettuare una valorizzazione e classificazione della materia prima che, di conseguenza, viene ricercata sui mercati esteri.
Per contrastare tali criticità, nell’ambito dell’accordo abbiamo individuato cinque campi di intervento volti a valorizzare la qualità del grano duro italiano: dall’incremento della disponibilità di frumento duro nazionale di qualità, agli incentivi a favore di un’agricoltura virtuosa legata al raggiungimento di determinati standard qualitativi; dalla concentrazione progressiva dell’offerta e il censimento dei centri di stoccaggio idonei alla conservazione del grano duro di qualità, all’incentivazione della formazione, della ricerca e dell’innovazione nella filiera italiana grano-semola-pasta; fino alla promozione di un’immagine univoca e forte della pasta italiana da sempre simbolo del made in Italy e della dieta mediterranea.

Stiamo lavorando con serietà e impegno per tradurre tali interventi in azioni concrete volte a favorire l’intera filiera grano-pasta. Soltanto una sua valorizzazione a tutto campo, che coinvolga ogni componente, può rappresentare la giusta risposta per far sì che la pasta italiana continui a rappresentare un’eccellenza del nostro agroalimentare.
In un Paese dove tutto costituisce motivo di divisione, fa notizia la crescita di un blocco unico e compatto costruito allo scopo di perseguire obiettivi di interesse nazionale. Basta ragionare in termini di contrapposizioni che non sono utili a nessuno! Bisogna proseguire attraverso un confronto costante e reciproco, individuando insieme risposte efficaci affinché le criticità che affliggono la filiera del grano duro possano trovare soluzioni durature. Da parte di Italmopa non possiamo che rinnovare, ancora una volta, il nostro totale impegno in tal senso.

Cosimo De Sortis

news

11
Set
20
Lug
08
Lug
15
Giu
05
Giu
20
Mag
15
Mag
05
Mag
27
Apr
31
Mar
assetto corsa mods
X

Hai dimenticato la Password?

Registrati