Editoriale

Sì alla direttiva europea contro le pratiche sleali

Il Parlamento europeo, riunito in plenaria a fine ottobre, ha dato il via libera all’avvio dei negoziati tra il Consiglio dei ministri e la Commissione Ue per arrivare, entro Natale, a un accordo sulla proposta di direttiva contro le pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare. 

Una decisione di grande rilievo, presa a larga (ma non larghissima) maggioranza, che ha visto allearsi, su fronti contrapposti, interessi non sempre univoci.

 

Per la prima volta Bruxelles coinvolge tutti gli attori dell’agroalimentare

La quaestio ha visto schierarsi, da un lato, la produzione primaria e l’industria agroalimentare e, dall’altro, la distribuzione, in particolare la Grande distribuzione organizzata spalleggiata, da ultimo, dalle Associazioni dei consumatori, preoccupate dal possibile allargamento della protezione contro le pratiche sleali (protezione prevista, inizialmente, per tutelare mondo agricolo e Pmi del comparto agroindustriale dalle grandi cooperative e dalle multinazionali dell’agroalimentare).

 

L’Europa sembra più vicina alle esigenze dei cittadini e dei consumatori

Non entrerò nel merito del programma della nuova presidenza di Federalimentare – con cui Vacondio ha raccolto i consensi di numerosi settori merceologici, dal lattiero-caseario alle carni trasformate passando, tra l’altro (e non esclusivamente) per il comparto dolciario, pastario, oleario e zootecnico – ma desidero evidenziare l’importanza riservata alla comunicazione, che dovrà offrire al consumatore un’informazione scientificamente corretta, completa e verificabile su tutte le questioni di diretto interesse: dall’approvvigionamento delle materie prime alla sicurezza alimentare, dalla qualità dei prodotti alla corretta alimentazione. Come giustamente indicato da Ivano, nel nostro Paese si è progressivamente affermata una preoccupante deriva anti-industriale che non ha risparmiato le imprese alimentari e le eccellenze che queste esprimono nei vari comparti merceologici.
Non dobbiamo temere, soprattutto per rispetto dei consumatori, di saper anche urlare la verità, se necessario, opponendoci senza remore a coloro che, per meri motivi di natura sindacale, si erigono abilmente come paladini di un interesse generale. Una strada peraltro già seguita, con esiti positivi, da Italmopa nel corso degli ultimi anni.
La presidenza di Federalimentare costituisce, ovviamente, un’enorme responsabilità per Ivano, ma non ho dubbi che il suo operato, anche con l’apporto di tutte le associazioni aderenti alla Federazione (Italmopa in primis), consentirà all’industria alimentare di essere rappresentata in modo autorevole ed efficace in tutte le tematiche di competenza. Non posso, a questo punto, che augurare a Ivano, anche da parte delle aziende molitorie associate a Italmopa, un grandissimo in bocca al lupo, con la certezza che anche questa sfida sarà coronata dal successo.

 

 

Cosimo De Sortis

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