L’impennata senza freni dei costi energetici sta mettendo a dura prova la tenuta del comparto molitorio italiano, imponendo una seria riflessione sulla sostenibilità finanziaria di un anello centrale della nostra filiera agroalimentare. L’impatto dei rincari costringe, o costringerà, molte aziende del comparto ad affrontare una possibile prolungata erosione della redditività, portando diverse realtà produttive a operare in condizioni di sostanziale pareggio o in perdita ed esponendo il settore a rischi finanziari derivanti da costi non più assorbibili. Le conseguenze di questa situazione rischiano peraltro di trasferirsi lungo l’intera catena alimentare – amplificate dal fatto che anche la seconda trasformazione industriale e artigianale è a sua volta colpita dai rincari dei propri costi di produzione – rischiando in tal modo di alimentare le spinte inflazionistiche sui beni di largo consumo quali, a mero titolo esemplificativo, pane e pasta. Per mitigare la vulnerabilità del sistema economico, un intervento pubblico immediato per dare stabilità alla manovra sui prezzi dei beni energetici appare prioritario e inevitabile.
OCCORRE L’ISTITUZIONE DI UNA CABINA DI REGIA A LIVELLO GOVERNATIVO
Un intervento pubblico che possa contemplare l’introduzione di varie iniziative, meccanismi e strumenti quali la promozione di contratti a lungo termine a prezzi calmierati e stabili per le industrie energivore, lo sviluppo di azioni mirate a ridurre il divario di costo energetico che penalizza le imprese italiane rispetto a quelle francesi o tedesche o l’istituzione di una cabina di regia a livello governativo volta a superare i limiti della burocrazia attuale in materia, ad esempio, di rilascio delle autorizzazioni sulle energie rinnovabili. In ultima analisi, salvaguardare l’efficienza dei mulini e dei trasformatori non significa soltanto tutelare un comparto industriale, ma difendere il potere d’acquisto delle famiglie e la stabilità stessa delle tavole italiane. Solo una strategia d’emergenza tempestiva e strutturale potrà evitare che una crisi di costi energetici si trasformi in una rinuncia alla sovranità alimentare del nostro Paese.
Vincenzo Martinelli