Editoriale

La squadra di Vacondio punta a valorizzare il made in Italy

Nel corso dell’Assemblea di dicembre, Federalimentare ha definito la squadra che affiancherà il neo presidente (nonché past president Italmopa) Ivano Vacondio.
Un team forte e competente, in grado di affrontare e rispondere in modo efficace alle sfide che attendono l’industria alimentare nazionale nel breve termine.Il vertice del prossimo quadriennio sarà composto dai vicepresidenti Silvio Ferrari (zootecnia), Nicola Levoni (carni e salumi), Paolo Mascarino (dolciario) e Paolo Zanetti (lattiero caseario).
L’industria alimentare italiana è il secondo comparto manifatturiero nazionale: costituita da 6.850 aziende per un fatturato di 137 miliardi di euro (di cui 37 di export), impiega quasi 400 mila addetti.

Tra i principali obiettivi incoraggiare lo sviluppo tra filiere

Inoltre, è utile ricordarlo, rappresenta un volano indispensabile per l’immagine del nostro Paese nel mondo.
Crescita sui mercati esteri e sviluppo del made in Italy da un lato, elaborazione di una comunicazione in grado di garantire un’informazione autorevole ai consumatori, in particolare in materia nutrizionale, dall’altro, sono le priorità della nuova presidenza. Una particolare attenzione sarà poi dedicata al potenziamento dei rapporti di filiera, alla sostenibilità ambientale, alla ricerca e all’innovazione, alle infrastrutture.

I temi da affrontare sono numerosi e alcuni molto delicati, in un contesto internazionale, comunitario e nazionale che presenta qualche preoccupante elemento di incertezza, soprattutto sotto il profilo economico. Limitandoci al quadro nazionale pensiamo, ad esempio, all’incremento del valore delle clausole di salvaguardia a garanzia del raggiungimento degli obiettivi di bilancio programmati e al rischio di un aumento delle aliquote Iva nel 2020 e 2021, che avrebbe conseguenze davvero drammatiche sui consumi alimentari.
Ma quali sono i primi dati, ancora provvisori, relativi alla congiuntura del nostro comparto alimentare nel 2018? L’anno appena trascorso ha registrato un andamento moderatamente tonico, con una produzione in crescita di oltre un punto percentuale, un volume di vendite in leggera flessione – anche se in marginale recupero rispetto al consuntivo 2017 – e un trend delle esportazioni che rimane positivo nonostante una decelerazione dei ritmi di crescita rispetto agli anni precedenti.

Dobbiamo crescere sui mercati esteri

E, ancora, un’evoluzione dei prezzi al consumo in linea con i dati generali sull’inflazione.
In definitiva, con l’indebolimento della spinta del Pil, atteso al +0,9% dopo il +1,5% del 2017, riemergono e si confermano puntualmente le doti anticicliche del settore, anche se permangono alcune differenze sostanziali circa l’evoluzione, non omogenea, dei vari comparti merceologici e, al loro interno, delle tipologie di prodotto.
Una situazione, quindi, da monitorare, ma che potrà contare sull’entusiasmo e sulla competenza di un Ivano Vacondio (e della sua squadra) deciso come non mai a rappresentare e tutelare l’industria alimentare italiana nel migliore dei modi, con quella caparbietà già nota a tutti i soci Italmopa.

Cosimo De Sortis

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