Editoriale

Italmopa a Bruxelles con il programma “pro pane”

Gli sforzi messi in campo da Italmopa per promuovere una corretta informazione circa le filiere dei cereali non si fermano mai. Infatti, non appagati dall’articolata organizzazione della seconda giornata “Molini a porte aperte” – che si svolgerà l’11 maggio prossimo – abbiamo deciso di indirizzare le nostre energie anche alla predisposizione e alla presentazione, in sede comunitaria, di un programma triennale di promozione del consumo di pane sul mercato nazionale.
Si tratta di una nuova avventura della quale Italmopa si è fatta promotrice, insieme agli amici di Assitol e di Confagricoltura, perché siamo consapevoli della necessità di rilanciare il consumo di questo alimento, in particolare tra i ragazzi.

Promuoverne il consumo è l’obiettivo che ci unisce ad Assitol e Confagricoltura

Nel corso degli ultimi decenni, infatti, si è verificata una contrazione continua e particolarmente preoccupante: di pane, se ne mangia sempre meno. E così, il nostro Paese – che vanta una straordinaria diversità di tipologie tra panini, pagnotte e sfilatini (a testimonianza della nostra impareggiabile cultura gastronomica) è lentamente diventato fanalino di coda nell’Unione europea per quanto concerne il consumo pro-capite di quello che è considerato, da sempre e per tutte le civiltà, il cibo per eccellenza. A onore del vero, sembrano emergere alcuni, seppur timidi, positivi segnali in controtendenza sull’andamento del consumo di pane: non fanno certamente primavera ma potrebbero, se confermati, anticipare un trend meno buio rispetto a quello constatato nell’ultimo periodo. Merito, certamente, di un’offerta che si è notevolmente ampliata e che contempla una gamma di tipologie di pane, e quindi di farine, in grado di rispondere alle più svariate esigenze dei consumatori, in particolare, in ambito salutistico.
Ma è anche opportuno evidenziare che, fortunatamente, il consumo di questo prodotto da forno non avviene più solo in ambito famigliare, all’interno delle mura domestiche.
Pane oggi significa anche “convivialità”, perché sta assumendo, sempre di più, un connotato “social”, come dimostrano le numerose aperture di locali come i bakery-café e le panetterie-gastronomia.

I bakery-cafè dimostrano che il pane può essere “di moda”

Il “bread point” potrebbe così diventare un luogo “in” dove poter consumare, in mille modi, un prodotto – il pane – che sta tornando di moda (e non solo per le sue virtù nutrizionali e per l’impatto ambientale, perfettamente sostenibile, della filiera). Un traguardo importante, dopo essere stato bistrattato per molto, troppo tempo. L’obiettivo di renderlo “di moda” non è ancora raggiunto ma è sempre più vicino.
Ed è questo quanto ci auguriamo di perseguire con il programma triennale che presenteremo in sede europea, consapevoli che troveremo riscontro positivo anche nelle scelte dei consumatori.

 

Cosimo De Sortis

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